Uganda Lobby Day

Peace Within Reach - Uganda Lobby Day

The power of your voice at the Global Night Commute was like nothing we’ve seen or heard before. After meeting senators to discuss the effects of the Global Night Commute we realized one thing - we’ve only just begun. With hundreds dying everyday in Uganda, we want you to let your senators know that change needs to happen NOW.

Be a part of the 2006 Northern Uganda Lobby Day and Symposium and make noise to end a war. Sharpie-art your calendar and save the date, because on October 9th-10th, you will be in Washington, D.C. with Invisible Children.

Watch The Video:
http://www.invisiblechildren.com/mailers/lobbyday/video/

Read More:
http://www.invisiblechildren.com/theMovement/lobbyDay/


Mostra - Gulu, Uganda

CON IL PATROCINIO DEL COMUNE DI ROMA

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITA’ CULTURALI

Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano

MOSTRA

GULU, Uganda

Roma, Museo Nazionale degli Strumenti Musicali

Piazza Santa Croce in Gerusalemme, 9a

22 settembre – 1° ottobre 2006

La Mostra “GULU, Uganda” sarà inaugurata giovedì 21 settembre 2006 alle ore 18.00, preceduta da una Conferenza stampa alle ore 12.00

Essa è promossa dall’associazione di volontariato Good Samaritan Onlus e intende portare all’attenzione del pubblico la situazione in cui si trova a vivere la popolazione del Nord Uganda.

La cessazione delle ostilità, avvenuta proprio di recente (agosto 2006), sottoscritta dal Governo ugandese e dai ribelli dell’Esercito di Resistenza del Signore (Lord’s Resistance Army LRA), con la mediazione della Comunità di S. Egidio, fanno ben sperare nella fine di una guerra ventennale, che è stata “uno dei peggiori disastri umanitari del mondo” (Jan Egeland, sottosegretario ONU per le emergenze umanitarie).

Rimane però il dramma di circa 1.600.000 persone, l’80% della popolazione, rinchiuse nei cosiddetti “campi protetti”, dove le condizioni di vita sono al limite della sopravvivenza.

La guerra, con le sue devastazioni ha distrutto buona parte dei villaggi e delle infrastrutture.

Come sarà il loro rientro ai villaggi di origine? Su questo vogliamo porre l’attenzione.

Il fotografo Mauro Fermariello (www.fermariello.com) è l’autore delle oltre 60 intense foto, che bene esprimono il dolore di questo popolo, insieme alla speranza di poter tornare un giorno a vivere da uomini liberi.

La Mostra, inoltre, intende sostenere il progetto “Un libro per un libro”: il catalogo sarà venduto, esclusivamente nel corso della campagna di sensibilizzazione per finanziare l’acquisto di libri destinati ad allestire una biblioteca per i bambini di Gulu.

Il giorno dell’inaugurazione, alle ore 18.00, presso il Museo si terrà un concerto interludio di “Musica Afro” con Josette Martial, voce, e Pape Kanoute, musicista di kora (arpa africana).

La Mostra sarà aperta tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10:00 alle ore 13:00 e dalle ore 16:00 alle ore 19:00. Ingresso libero

Organizzazione: Lia Del Fabro telefono 335 6337449

e-mail liadelfabro@virgilio.itmnsm@virgilio.it

Info: Good Samaritan Onlus telefono 0331 833653 – 333 5442246

e-mail good_samaritan@virgilio.it

Ufficio stampa: Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano

telefono 06 69994226 - 06 7014796 - fax 06 4935490


La Nazione - articolo sugli Amici di Angal

Martedi 5 settembre La Nazione ha dedicato l’articolo di apertura della pagina sul volontariato agli Amici di Angal e all’iniziativa di Stefano Di Puccio in Piazza della Passera a Firenze, dove fino a sabato 9 settembre, fra una nota di Jazz e uno spettacolo all’aperto si raccolgono fondi per Angal.

Per chi si fosse perso l’articolo ne abbiamo conservata una copia, qui.

La Nazione - Articolo su Angal

Aggiornamenti da Camillo dal Kosova

Cari amici
sono arrivato quasi ai tre mesi di permanenza in questa piccola regione, che sta ai Balcani un pó come l’Uganda sta all’Africa, una delle poche similitudini che si possono evidenziare tra queste due diverse realtá. Ci sono molti altri aspetti che contraddistinguono entrambe le esperienze e che soprattutto le differenziano, non fosse altro per l’ambientazione, i continenti, il colore della pelle, le abitazioni, il cibo, tutte diversitá apparentemente banali e ovvie, ma credetemi viverle, viverle é un’altra cosa, ve l’assicuro.

C’é un aspetto peró fra tutti che mi preme rilevare e che, a parer mio, merita di essere raccontato.

Il compito che svolgo in questa sorta di missione umanitaria e di cooperazione é quello di, come descrivevo la volta scorsa, organizzare l’aggiornamento e la formazione del personale sanitario di questo Ospedale di Pec, specialmente di quei reparti piú carenti o arretrati, grazie al supporto che specialisti medici e non della Regione Veneto apporteranno, succedendosi nell’impegno di venire qui ad insegnare, ognuno per qualche settimana, le metologie piú avanzate di diagnosi e di terapia medico-chirurgica o tecnico-infermieristica. Il budget di cui dispongo, per organizzare e promuovere tutto questo é piuttosto consistente e finanziato interamente dalla Regione Veneto.

Nel nostro Ospedale di Angal, in Uganda, succede grosso modo qualcosa di simile: medici e altri volontari, in genere sanitari, si avvicendano, ognuno carico del bagaglio delle proprie esperienze, professionali e di disponibilitá umana, per contribuire al sostentamento ed ammodernamento dell’attivitá dell’Ospedale africano. La Regione Veneto o qualsiasi altro organismo istituzionale qui non c’entrano per nulla, anzi potremmo affermare che c’é qualcun altro che ne fa ampiamente le veci, come impegno personale intendo, e lascio a voi indovinarne i nomi, ma penso non sia difficile…
Ecco, la differenza piú vistosa si puó riassumere in questo: quando le persone si muovono individualmente, sospinte in prevalenza dalle proprie passioni e dai propri ideali, raggiungono risultati di impensabile portata che solo questo impagabile entusiasmo riesce a spiegare. Penso che questa formula  rappresenti l’unica modalitá attraverso la quale, anche la mancanza di investimenti piú cospicui sotto il profilo economico, ci é permesso di proseguire dignitosamente il nostro compito, dal quale peraltro riceviamo in cambio le piú grandi soddisfazioni.

Non vorrei aggiungere altro per non cadere nella retorica, immagino che tanti altri prima di me abbiano evidenziato questi aspetti, per certi versi contrastanti, ma sono contento di avere l’opportunitá di viverli in prima persona e di scambiare con voi queste riflessioni. Un abbraccio a tutti e un ultimo appunto per finire; l’ultima settimana di settembre arriverá in mio aiuto, su prezioso consiglio di Mario, il nostro Arturo Peruffo, per vedere di raddrizzare la deficitaria situazione del laboratorio analisi di questo Ospedale kosovaro.

Ciao e a presto da Camillo.