Francesco Pelligra, di SMOM Onlus, appena tornato da Angal, ci manda il suo resoconto.
Sono tornato da appena una settimana dalla mia missione in Uganda dove ho trascorso solo pochi giorni; il mio era un solo piccolo impegno: valutare se ed in che modo poter realizzare un ambulatorio odontoiatrico, presso il St Luke’s Hospital di Angal., al servizio della popolazione di quella zona molto povera dell’Uganda.
Ad Angal sono andato insieme a Mario Marsiaj e altri colleghi medici che erano al suo seguito (un nefrologo, Giorgio; un urologo, Vittorio; e un radiologo, Claudia).
Con loro ci siamo incontrati all’aeroporto di Entebbe, provenivamo da voli differenti. Sono bastate due parole di saluto e il contatto è stato immediato.
Insieme, dopo una sosta di un giorno a Kampala per rifornimenti ed altro, siamo partiti alla volta di Angal. Durante il viaggio da Kampala ad Angal l’Uganda si apriva ai miei occhi: povera sì, ma sorridente.
Arrivati ad Angal ci siamo subito messi all’opera per verificare la fattibilità del progetto per cui io ero stato inviato. Appena visitato l’ospedale ho subito capito che il progetto poteva proprio andare in porto perché tutto sommato le condizioni c’erano. Sia i contatti avuti in loco, sia la disponibilità all’accoglienza del progetto da parte di tutti gli interessati, si sono rivelati molto positivi; anche presso l’ospedale i locali messi a disposizione per l’unità odontoiatrica sono risultati ottimi (ovviamente necessiteranno di qualche risistemazione…).
Ho già dato resoconto della mia missione a Pino La Corte, presidente dell’associazione SMOM (Solidarietà Medico Odontoiatrica nel Mondo) di cui faccio parte.
Così, la macchina della solidarietà odontoiatrica si è gia messa in moto; ovviamente mettere a punto tutti i dettagli di questo progetto non è cosa facile ma siamo certi che tutto si possa realizzare nel più breve tempo possibile.
Debbo dire che Angal non è stata solo missione, ma anche occasione di incontro tra persone molto speciali: i padri comboniani, Giorgio, Vittorio, Claudia e… Mario Marsiaj. Con lui c’è stata subito un intesa nel volere questo progetto. Il suo fare mi ha dato subito la sensazione di avere davanti una persona che di progetti per Angal ne ha voluti tanti e che anche con questo stava mettendo la stessa energia e amore, …come per gli altri.
Per il viaggio di ritorno è stato lui ad accompagnarmi di buon mattino a prendere il bus che da Nebbi mi avrebbe portato a Kampala e poi via in volo per l’Europa. I suoi occhi pieni di commozione mi dicevano “non dimenticare Angal”!
Non ho salutato Mario con un addio,…non si poteva, ma con un ARRIVEDERCI… perché ne sono certo: ad Angal si tornerà.
Francesco Pelligra
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