Lettera dal Kosovo

Ci scrive Camillo Smacchia dal Kosovo:

Cari amici

Camillo Smacchia

Sono ancora io, Camillo dal Kosovo che vi scrive qualche riga.
Dovevo gia’ essere a casa, in realta’ esattamente dalla fine dello scorso febbraio, senonche’ non siamo riusciti a spendere tutti i soldi che erano stati stanziati per questo progetto per cui e’ stata richiesta una cosiddetta proroga non onerosa che il Ministero degli Esteri ci ha logicamente concesso ed io percio’ ho accettato di proseguire e ultimare questo compito intrapreso esattamente un anno fa, anche per vederne la sua conclusione.

Sollecitato dagli avvenimenti che si succedono, mi capita con una certa frequenza di paragonare africani e balcanici, pur sapendo che non per forza dev’esserci tra di loro una relazione, ma mi viene quasi automatico farlo.

Per esempio qui, nel nostro ospedale kosovaro scarseggiano spesso, per non dire sempre, farmaci e altri consumabili di pertinenza dell’ospedale cosicche’ i famigliari dei pazienti devono procurarseli, comperandoli all’esterno, nelle farmacie private, un po’ quello che con altrettanta frequenza piu’ o meno succede nelle regioni Subsahariane.

Questi aspetti come altri peraltro, comuni ai due popoli in questione, un po’mi sconcertano perche’a dire il vero credo di essere tratto in inganno dall’esteriorita’ della vita che si conduce qui, nella cosiddetta ex Jugoslavia rispetto all’Africa dove, solo il fatto di vedere le persone vivere nelle capanne, non possedere luce o gas, dover approvvigionarsi di acqua con le taniche ai pozzi disponibili, rende abissalmente differenti, cioe’ piu’ poveri, ai miei occhi, questi ultimi rispetto ai primi. Invece non e’ cosi’. Pensate per esempio che in questo ospedale del Kosovo durante il pomeriggio alcune mucche passeggiano indisturbate per i prati che ci sono all’interno della struttura del nosocomio, brucano l’erba e in cambio lasciano deliziosi e profumati ricordini che, qua e la’, infarciscono e colorano la monotonia del verde dei campi. Questo in Africa e’ stato combattuto con successo dalle autorita’ locali e scene del genere risalgono ad anni orsono, oggi anche negli ospedali rurali spersi nella savana, questo tipo di spettacolo non si vede piu’.


I colori dell’Africa nera

Pierangelo Monti ci scrive:

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A Ivrea, venerdì 22 giugno alle ore 20,30, presso la Sala cupola della Serra, nell’ambito delle iniziative del Comune di Ivrea del “Giugno a colori”, si terrà la serata:

“I colori dell’Africa nera”

Interverrà uno dei maggiori esperti dell’Africa, il prof. Jean-Leonard TOUADI, giornalista, scrittore, docente universitario, assessore del comune di Roma.

In allegato PDF l’invito


G8 o N8?

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da un comunicato di MSF di verona: MSF denuncia l’ipocrisia del G8

Heiligendamm,8 giugno 2007

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I leader del G8 riuniti in Germania hanno annunciato oggi la volontà di intensificare gli sforzi per la lotta alle pandemie in Africa, promettendo 60 miliardi di dollari nei prossimi anni. Secondo l’organizzazione umanitaria internazionale Medici Senza Frontiere (MSF) – ammesso che la promessa venga mantenuta – l’efficacia di questi fondi aggiuntivi sarà gravemente compromessa dalla contemporanea scelta di mantenere artificialmente alti i prezzi dei farmaci tramite il rafforzamento della proprietà intellettuale.

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Il G8 secondo lo Shangai Daily

“Le decisioni del G8 – spiega il direttore di MSF-Italia, Kostas Moschochoritis – appaiono contraddittorie e in malafede: da una parte si promettono più fondi per la lotta ad Aids, Malaria e Tubercolosi, ma dall’altra si impone ai paesi emergenti di rafforzare i brevetti sui farmaci con l’inevitabile risultato che le cure salva-vita avranno prezzi inaccessibili per milioni di persone. Che senso ha aumentare i fondi se contemporaneamente si fanno lievitare i prezzi?”.

L’annuncio dello stanziamento di 60 miliardi è stato infatti preceduto da una decisione meno pubblicizzata, che mira a imporre ai Paesi emergenti limiti più stringenti alla produzione di farmaci in grado di fare concorrenza a quelli delle multinazionali occidentali. Paesi come l’India, il Brasile e la Tailandia sono importanti produttori di versioni generiche di alcuni farmaci essenziali ampiamente utilizzati nei paesi in via di sviluppo. Medici Senza Frontiere si prende cura di oltre 80mila malati di Aids in oltre 30 Paesi: l’80% dei farmaci utilizzati dall’associazione umanitaria sono prodotti in India. MSF – come molte altre istituzioni - sceglie i farmaci indiani perché la loro qualità è certificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e hanno costi molto più contenuti rispetto a quelli delle multinazionali.

Sebbene India, Brasile e Tailandia producano questi farmaci nel rispetto delle regole internazionali sul commercio, questi Paesi sono oggetto di pesanti ritorsioni commerciali e di azioni legali da parte delle Big Pharma. Ora il G8 di Heiligendamm ha deciso di creare un nuovo meccanismo per rafforzare ancora di più i brevetti nei Paesi emergenti, a tutto vantaggio dei profitti delle grandi multinazionali e a danno della salute di milioni di persone nel mondo.

I leader del G8 affermano che il rafforzamento della protezione della proprietà intellettuale è uno strumento essenziale per rilanciare l’innovazione e la ricerca anche a vantaggio dei paesi più poveri. “Lo studio dell’OMS dell’aprile 2006 e pubblicato su: http://www.who.int/intellectualproperty/en/ ha svelato l’infondatezza di questa convinzione, dimostrando che i brevetti non sono in grado di stimolare la ricerca su quelle malattie che colpiscono soprattutto i più poveri. Gli investimenti vanno inevitabilmente allo studio delle malattie che colpiscono soprattutto i Paesi industrializzati per le quali c’è un mercato remunerativo”, spiega ancora Moschochoritis. “La scelta del G8 di aprire un tavolo separato di trattativa con 5 Paesi emergenti è ancora più grave perché esclude i Paesi più poveri e mina l’efficacia del gruppo di lavoro multilaterale recentemente creato dall’OMS per trovare nuove soluzioni alla mancanza di farmaci per i Paesi in via di sviluppo”.

Pubblichiamo qui di seguito quello che pensa Luca a riguardo…

> GLI 8 NANI

L’ipocrisia dei G8 non conosce limiti. Spacciano per un successo il recente fallimentare, inutile e costosissimo vertice. Ma quello che fa ancora più rabbia è il fatto che da un lato affermano di stanziare 60 miliardi di dollari per la lotta alle pandemie in Africa, dall’altro rendono i farmaci sempre più costosi rendendo sempre più stringente il meccanismo dei brevetti, come denunciato da molte importanti ONG. Il denaro pubblico, che paghiamo con le nostre tasse, finirà sempre di più ad arricchire le grandi multinazionali, mentre i poveri continueranno a morire come prima. Che grande generosità! Rubare ai poveri per dare ai ricchi! La verità è che il mondo è alla deriva perchè questi politici, compresi quelli di casa nostra, senza distinzione di destra o di sinistra, ebbri di denaro e di potere, hanno perso non solo il contatto con la realtà, ma anche ogni barlume di umanità.

> Non resta che sperare nella società civile, nelle ONG e in tutti coloro che ogni giorno si sforzano di costruire un mondo più giusto e vivibile. Quanto ai G8, sono solo otto nani!