Mostra fotografica sull’Uganda a Verona

Dopo la tragedia di una guerra ventennale per le popolazioni del Nord Uganda sarà possibile un ritorno alla propria terra ?

pg006_1_00.jpg

Questa settimana, dal 21/01 al 30/01 presso il Palazzo della Gran Guardia di Verona nella sala polifunzionale, è aperta la mostra fotografica

GULU, UGANDA

di Mauro Fermariello

organizzata da Good Samaritan ONLUS. Qui la locandina della mostra.

Con il patrocinio del Comune di Verona ed in collaborazione con le Suore Missionarie Comboniane.


Rendere possibile l’impossibile

  • english
  • italian

Hans Rosling, Professore di Salute Internazionale al Karolinska Institutet, Stoccolma, Svezia. Ha scoperto il konzo, una nuova malattia epidemica che da paralisi mentre esercitava come medico nel Mozambico fra il 1979-81. Due decenni di ricerca in Africa rurale gli hanno permesso di far risalire la causa ad alcune sostanze tossiche rilasciate dalle radici di manioca mal trattate, la fame e la povertà. Co-fondatore di Médecines sans Frontier Svezia, ha scritto un libro sulla salute “globale”.

Tutti probabilmente hanno visto la sua serie di “talks” sullo sviluppo globale, straordinari per lucidità e chiarezza. Il talk del 2006 è stato visto da mezzo milione di persone, quello del 2007 parlava di rendere possibile ciò che sembra impossibile, “The seemingly impossible is possible“.

Ve lo consigliamo caldamente, è uno di quei video che restano impressi. Dura circa 30 minuti, in inglese ma chiarissimo. Lo proponiamo perché ci pare che trasmetta un messaggio di speranza, molto pragmatico. Questo è il sito originale.


 


Scarica questo video sul tuo desktop
(Clicca col pulsante destro, salva con nome)
Qui la serie completa dei TED talks http://www.gapminder.org/

oknotizie.png


Farmaci e Copyright

  • english
  • italian
india.jpg

C’è un articolo di qualche giorno fa sull’espresso, a firma del giornalista indiano Suketu Mehta, che racconta di quanto la sua vita da piccolo fosse permeata dallo Yoga - tutte le mattine, dice, si svegliava e vedeva suo padre a testa in giu’. Poi qualche occidentale ha fiutato il business ed ora lo US Patent and Trademark Office (l’ente che negli Usa si occupa dei brevetti e dei marchi registrati) ha rilasciato 150 copyright in tema di yoga, 134 brevetti su accessori e 2.315 marchi commerciali sempre relativi allo yoga. Insomma, non è piu’ una questione di tradizione e cultura indiana, lo Yoga è diventato proprietà intellettuale degli investitori occidentali.

Sicuramente chi si è arricchito grazie a tali brevetti appropiandosi a man bassa delle conoscenze tradizionali indiane sarà grato all’India per questa sua generosità e sarà pronto a ricambiare. Mah, non tanto, se poi il governo indiano finisce in tribunale citato dalle case farmaceutiche occidentali nel tentativo di fermare la “copia illegale di farmaci generici”, quegli stessi farmaci che - prodotti a basso costo - potrebbero salvare milioni di vite, e di cui anche ad Angal abbiamo terribilmente bisogno.

In Occidente si appropriano del sapere indiano brevettandolo. E poi ci vietano di fare lo stesso con i farmaci…

Ne parla Protonutrizione in un articolo di ieri e più estesamente in una serie di articoli passati, ma consigliamo di leggere attentamente e di meditare sull’ottimo articolo di Suketu Mehta


“Obbiettivi del Millennio” - qualcuno si ricorda cos’erano?

Il seguente post è ispirato da un articolo analogo comparso su Secondo Protocollo, a cura di Elisa Arduini e successivamente rielaborato.

Il 20 settembre del 2000 i Capi di Stato di 191 Paesi presero un impegno solenne di fronte a tutto il mondo, quello di ridurre la povertà e di garantire i Diritti Umani. Nel farlo essi firmarono quella che passerà alla storia come “Dichiarazione del Millennio”.

La Dichiarazione del Millennio si basava principalmente su otto punti detti “Obbiettivi del Millennio” (Millennium Development Goals) che le 191 Nazioni aderenti alle Nazioni Unite si impegnarono a raggiungere entro il 2015:

  • Obbiettivo 1: Sradicare la povertà estrema. Ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno. Ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame

     
  • Obbiettivo 2: Garantire l’educazione primaria universale. Assicurare che tutti i ragazzi, sia maschi che femmine, possano terminare un ciclo completo di scuola primaria

     
  • Obbiettivo 3: Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne. Eliminare la disparità dei sessi nell’insegnamento primario e secondario preferibilmente per il 2005, e per tutti i livelli di insegnamento entro il 2015

     
  • Obbiettivo 4: Ridurre la mortalità infantile. Ridurre di due terzi la mortalità dei bambini al di sotto dei cinque anni

     
  • Obbiettivo 5: Migliorare la salute materna. Ridurre di tre quarti il tasso di mortalità materna

     
  • Obbiettivo 6: Combattere l’AIV/AIDS, la Malaria e altre malattie. Bloccare la propagazione dell’ HIV/AIDS e cominciare a invertirne la tendenza attuale. Bloccare l’incidenza della malaria e di altre malattie importanti e cominciare a invertirne la tendenza attuale

     
  • Obbiettivo 7: Garantire la sostenibilità ambientale. Integrare i principi di sviluppo sostenibile nelle politiche e nei programmi dei paesi; invertire la tendenza attuale nella perdita di risorse ambientali. Ridurre della metà la percentuale di popolazione senza un accesso sostenibile all’acqua potabile. Ottenere un miglioramento significativo della vita di almeno 100 milioni di abitanti degli slum, entro l’anno 2020

     
  • Obbiettivo 8: Sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo. Sviluppare al massimo un sistema commerciale e finanziario che sia fondato su regole, prevedibile e non discriminatorio. […]. In cooperazione con le aziende farmaceutiche, rendere le medicine essenziali disponibili ed economicamente accessibili nei paesi in via di sviluppo. In cooperazione con il settore privato, rendere disponibili i benefici delle nuove tecnologie, specialmente quelle dell’informazione e della comunicazione