Sguardi sull’Africa: Africa e Letteratura I

Vi ricordiamo che domani mercoledì 14 Maggio alle ore 21:00 si terrà presso la Libreria Massena28 di Via Massena 28, Torino il secondo incontro del ciclo “Sguardi sull’Africa” promosso dall’Associazione “Amici di Angal Torino”, di cui potete trovare il programma dettagliato sul sito:

Africa e Letteratura I

Sguardi sulla produzione letteraria contemporanea

Una panoramica della narrativa africana di oggi, che sottolinei gli elementi di continuità con la tradizione e quelli di rottura.

  • Relatori:

Paul Mambe Shamba Y’Okasa

Nato nella Repubblica Democratica del Congo, sacerdote e intellettuale eclettico, è esperto di letteratura africana, passione che coltiva di pari passo con gli studi di teologia e di diritto (nel 2007 ha pubblicato per le edizioni L’Harmattan il volume “Inculturation et évangélisation dans le code de droit canonique”).

Louise Mpacko Radaelli

Docente e scrittrice camerunense, vivace esponente della letteratura migrante, è autrice del volume di racconti “Qui fa freddo. Storie di vita fra l’Italia e il Camerun”, L’Harmattan Italia 2006.

Per maggiori informazioni: Tilde Barone 333/7122353 (Amici di Angal Torino), 011/19710570 (Libreria Massena28)


5 per mille 2008 - riprende la caccia alla firma

Codice Fiscale Amici di Angal: 93143850233

Anche quest’anno la legge finanziaria per il 2008 ha stabilito che nelle dichiarazioni dei redditi sarà possibile devolvere il 5 per mille delle tasse ad una associazione, istituto per la ricerca scientifica o struttura sanitaria. Come gli anni precedenti siamo lieti di annunciarvi che la domanda di partecipazione che abbiamo inoltrato al Ministero delle Entrate è stata accolta e l’Associazione Amici di Angal è presente nella lista delle associazioni che potranno beneficiarne. Sono veramente tantissime, circa 70.000.

Purtroppo questo significa che ci sarà battaglia su tutti i fronti mediatici per “accaparrarsi firme”, già si sentono pubblicità a tutto spiano su TV, radio e giornali, e che questa tiritera ci assillerà almeno fino a fine giugno. D’altra parte l’entrata economica può anche essere significativa e nessuno vuole farsi sfuggire questa occasione.


Sguardi sull’Africa

Un viaggio “virtuale” per capire l’Africa “reale”

La sezione torinese degli Amici di Angal ha organizzato una serie di incontri per conoscere da vicino le problematiche dell’Africa, un’occasione unica per documentarsi sui problemi reali di questo grande continente che rappresenta il nostro futuro ma anche inevitabilmente il nostro drammatico presente.

Questi incontri si terranno turante tutto il 2008 in due sessioni, a partire da maggio, fino ad ottobre, hanno un costo di partecipazione irrisorio che servirà soltanto a raccogliere fondi per l’Associazione Amici di Angal, e verranno incentrati volta per volta su tematiche sempre diverse, con relatori esperti di vari settori.

La sede è stata messa a disposizione dalla libreria Massena 28, di via Massena 28 a Torino. Vi terremo informati su questo sito dei vari incontri con sufficiente anticipo, ma vi invitiamo anche a tenervi aggiornati consultando il sito costruito appositamente, http://www.sguardisullafrica.org/ ed il sito della Libreria Massena.

Il prossimo incontro: 6 maggio ore 21:00:

Africa oggi: fra tradizione e modernità

Un incontro introduttivo, per accompagnare i non esperti a una conoscenza di base dell’Africa, ma senza annoiare chi ne sa un po’ di più.

Relatrice: Cecilia Pennacini
Docente di Antropologia visiva e di etnologia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia di Torino, ha condotto ricerche etnologiche in vari Paesi dell’Africa. Fra le sue pubblicazioni, Filmare le culture. Un’introduzione all’antropologia visiva, Carocci 2005, e Kubandwa. La possessione spiritica nell’Africa dei grandi laghi, Il Segnalibro 1998.

Qui il volantino dell’iniziativa


In viaggio verso Angal

Mama Klaùdia da Angal ci racconta del suo viaggio

Da Bologna a Bruxelles-Kigali-Entebbe, il lungo viaggio ci é sembrato, questa volta, interminabile. Per fortuna le formalità doganali e la consegna dei bagagli, alle 10 di sera, sono rapidissime e prima di mezzanotte eravamo già tutti sistemati a casa Cuamm a Kampala.

Kampala! Un concentrato di tutto ciò che rappresenta l’Africa, almeno quella che conosciamo noi: musica e colori, vitalità e rassegnazione, profumo di spezie e odore di lerciume, sahri scintillanti e vestiti a brandelli, donne velate e giovani ragazze in abbigliamento provocante, grosse fuoristrada e carretti sgangherati, supermercati traboccanti di ogni bendidio a uso e consumo della classe dirigente, dei ricchi commercianti, dei dipendenti delle grosse organizzazioni, degli investitori stranieri che hanno fiutato i grossi business che si possono fare in questo momento in Uganda…e grossi bidoni di rifiuti, rimescolati dai poveracci che vi cercano qualcosa di riutilizzabile.

La facciata comunque é invitante: é stata ripulita e addobbata di aiuole fiorite, lo scorso novembre, per l’arrivo della famiglia reale inglese, presente al congresso del Commonwealth, ma appena ci si allontana dalle strade centrali, la povertà ci investe con l’imprevedibilità di un pugno nello stomaco.

Sotto casa Cuamm c’é uno dei quartieri più vivaci della periferia. Lungo la strada lavorano artigiani di ogni genere e, senza soluzione di continuità, sono esposti cesti, stuoie, piccoli mobili, casse da morto, cancelli, sculture ed enormi divani e poltrone rivestite di assurdi damaschi e velluti, esposti al sole e alla pioggia, al vento e alla polvere. Questa strada, continuamente percorsa da venditori ambulanti che tengono in bilico sulla testa ogni tipo di mercanzia, ha il suo punto focale in un mercato abbarbicato su una collinetta di terra, dove si possono trovare frutta e verdura, pesce secco e tillappie (un pesce del lago, ndr), granaglie e polli chiusi in grosse gabbie, mentre torno torno, verso sera, le donne allestiscono dei microchioschi dove friggono frittelle di manioca, arrostiscono granoturco e spiedini di carne, impastano ciapati. Altre espongono per terra, distesi in bella mostra sopra i kitenghe, vestiti di seconda mano, scarpe usate, borsette smalti per le unghie usati a metà. E ci sono parrucchiere che, con un’abilità che affata, intrecciano, avvolgono, attorcigliano capelli in acconciature stravaganti e sempre diverse.

E’ un’esplosione di vitalità, di odori, di suoni, che quasi fa girare la testa. E’ ogni volta una grande emozione immergersi per qualche ora in questo “calderone” vitale.

Il giorno dopo, a bordo di due fuoristrada cariche di vettovaglie per i prossimi due mesi e di rifornimenti per l’Unità Nutrizionale, dono dell’associazione “Cooperazione e Sviluppo” fondata da Don Vittorio Pastore, lasciamo volentieri Kampala . Con noi questa volta c’é nostra figlia Elena con Francesco e il loro bambino Andrea e una dottoressa, Marta. Fra pochi giorni ci raggiungerà un odontoiatra, Francesco Pelligra, che porterà avanti il progetto della SMOM.

Klaùdia