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Camillo dal Kosovo ci scrive…

Jul 24th, 2006 | By | Category: Lettere

Cari amici

Dal 20 giugno sono come dire “distaccato’’ nel Kosovo a fare da capofila ad un progetto della Regione Veneto che a Peja/Pec, seconda citta` di questo Paese, sostiene l`attivita` dell`Ospedale locale.

Le mie mansioni sono quelle di garantire le operazioni di aggiornamento e la formazione del personale medico,infermieristico e tecnico ospedaliero , che dovro’coordinare assieme alle autorita’ locali con l’appoggio fattivo di consulenti appartenenti alla Regione Veneto.

E’ la prima volta, nel corso della mia carriera professionale, che assumo cariche di tipo prettamente organizzativo-dirigenziali poiche’in passato ho sempre svolto attivita’clinica, in ambulatorio oppure in corsia, cosi’come nell’Ospedale di Angal la mia funzione e’stata ed e’ quella strettamente legata al supporto medico in senso stretto.

Questa mia nuova esperienza mi permettera’di acquisire conoscenze specifiche di aspetti burocratici , economici e di politica sanitaria che mediamente a noi, medici pratici, risultano piuttosto antipatici.

Quello che vorrei realizzare con questo mio scritto e’ l’inizio di un rapporto per cosi’ dire epistolare che crei un parallelismo tra un lavoro di tipo volontariale quale quello che abitualmente svolgo nel nostro Ospedale rurale di Angal, sparso nella savana ugandese ai confini con il Congo e l’attivita’ di cooperazione internazionale con le caratteristiche del responsabile di progetto Stato-Regione che mi accingo ad intraprendere per quest’anno balcanico, in regioni ancora presidiate dai militari del contingente Italiano, per i recenti eventi bellici.

Insomma cerchero’di inviare notizie e riflessioni concernenti, oltreche’due diverse maniere di concepire e di realizzare interventi di aiuto e di solidarieta’, inoltre le relazioni tra due mondi cosi’lontani, visti con gli occhi del rappresentante di una terza realta’, la nostra Italiana, che a sua volta si rapporta e interagisce con queste popolazioni composte da persone dalle mille diversita’ ma pur sempre uomini . Staremo a vedere…

Un caro saluto a tutti da Camillo Smacchia

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