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Aggiornamenti da Camillo dal Kosova

Sep 6th, 2006 | By | Category: Lettere

Cari amici
sono arrivato quasi ai tre mesi di permanenza in questa piccola regione, che sta ai Balcani un pó come l’Uganda sta all’Africa, una delle poche similitudini che si possono evidenziare tra queste due diverse realtá. Ci sono molti altri aspetti che contraddistinguono entrambe le esperienze e che soprattutto le differenziano, non fosse altro per l’ambientazione, i continenti, il colore della pelle, le abitazioni, il cibo, tutte diversitá apparentemente banali e ovvie, ma credetemi viverle, viverle é un’altra cosa, ve l’assicuro.

C’é un aspetto peró fra tutti che mi preme rilevare e che, a parer mio, merita di essere raccontato.

Il compito che svolgo in questa sorta di missione umanitaria e di cooperazione é quello di, come descrivevo la volta scorsa, organizzare l’aggiornamento e la formazione del personale sanitario di questo Ospedale di Pec, specialmente di quei reparti piú carenti o arretrati, grazie al supporto che specialisti medici e non della Regione Veneto apporteranno, succedendosi nell’impegno di venire qui ad insegnare, ognuno per qualche settimana, le metologie piú avanzate di diagnosi e di terapia medico-chirurgica o tecnico-infermieristica. Il budget di cui dispongo, per organizzare e promuovere tutto questo é piuttosto consistente e finanziato interamente dalla Regione Veneto.

Nel nostro Ospedale di Angal, in Uganda, succede grosso modo qualcosa di simile: medici e altri volontari, in genere sanitari, si avvicendano, ognuno carico del bagaglio delle proprie esperienze, professionali e di disponibilitá umana, per contribuire al sostentamento ed ammodernamento dell’attivitá dell’Ospedale africano. La Regione Veneto o qualsiasi altro organismo istituzionale qui non c’entrano per nulla, anzi potremmo affermare che c’é qualcun altro che ne fa ampiamente le veci, come impegno personale intendo, e lascio a voi indovinarne i nomi, ma penso non sia difficile…
Ecco, la differenza piú vistosa si puó riassumere in questo: quando le persone si muovono individualmente, sospinte in prevalenza dalle proprie passioni e dai propri ideali, raggiungono risultati di impensabile portata che solo questo impagabile entusiasmo riesce a spiegare. Penso che questa formula  rappresenti l’unica modalitá attraverso la quale, anche la mancanza di investimenti piú cospicui sotto il profilo economico, ci é permesso di proseguire dignitosamente il nostro compito, dal quale peraltro riceviamo in cambio le piú grandi soddisfazioni.

Non vorrei aggiungere altro per non cadere nella retorica, immagino che tanti altri prima di me abbiano evidenziato questi aspetti, per certi versi contrastanti, ma sono contento di avere l’opportunitá di viverli in prima persona e di scambiare con voi queste riflessioni. Un abbraccio a tutti e un ultimo appunto per finire; l’ultima settimana di settembre arriverá in mio aiuto, su prezioso consiglio di Mario, il nostro Arturo Peruffo, per vedere di raddrizzare la deficitaria situazione del laboratorio analisi di questo Ospedale kosovaro.

Ciao e a presto da Camillo.

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