echo '?' . filemtime( get_stylesheet_directory()

Malaria, primo farmaco no-profit per il terzo mondo, costerà 1 dollaro

Feb 28th, 2007 | By | Category: Annunci

[jLanguage default=”italian”][italian][/italian][british][/british]
[italian]E’ frutto di una collaborazione tra la Sanofi Aventis e Msf
Il medicinale non ha alcun brevetto, chiunque lo può produrre

di Carlo Toscanda Repubblica

Distribuzione della Malaria

GINEVRA – Il primo marzo verrà lanciato un farmaco contro la malaria che si può definire rivoluzionario: non è coperto da brevetto, può essere copiato da chiunque e, più semplicemente, non ha come scopo il profitto. L’Asaq, questo il suo nome, è frutto di una collaborazione tra “Drugs for Neglected Diseases Initiative” (Dndi), ente non profit di ricerca e sviluppo fondato nel 2003 da Medici Senza Frontiere, e il laboratorio farmaceutico francese Sanofi-Aventis. E’ il primo farmaco prodotto secondo i criteri del Dndi che rappresentano novità assolute, tanto che il supplemento economico del quotidiano francese “Le Monde” gli ha dedicato la sua prima pagina, definendolo nel titolo “Il farmaco che sconvolge l’industria farmaceutica”.

Il prezzo di un trattamento intero non dovrebbe superare 1 dollaro per un adulto e la metà per un bambino. Il farmaco deve il nome alla sua combinazione a dosaggio fisso di Artesunate (AS) e Amodiaquine (AQ) ed è il primo nato da una collaborazione tra il settore pubblico e privato. La semplice esistenza dell’Asaq testimonia sopratutto della nascita di un nuovo modo, ancora sperimentale, di proggettare, sviluppare e produrre farmaci.

Per comprendere l’importanza di queste innovazioni, bisogna risalire al 2001. In Sudafrica prese il via un processo destinato a fare Storia. La grande lobby delle industrie farmaceutiche, ribattezzata Big Pharma“, intentò una causa contro il governo sudafricano per impedire l’autoproduzione e l’importazione a basso costo dei medicinali per combattere l’Aids. L’obiettivo era quello di bloccare il Medical Act, una legge del 1997 voluta da Nelson Mandela che autorizzava le industrie sudafricane ad autoprodurre i farmaci per curare l’Aids senza doverli acquistare, a costi elevatissimi, dalle multinazionali farmaceutiche. I laboratori, spaventati dalle eventuali ricadute dell’iniziativa legale sull’opinione pubblica, abbandonarono la causa ma la situazione complessiva non cambiò. Un simile braccio di ferro ebbe luogo anche in Brasile. (e recentemente anche in India – vedi causa di Novartis contro il Governo Indiano, n.d.r., a proposito, qualcuno non ha ancora firmato la petizione?)

Il DNDI è la risposta di Medici senza frontiere a “Big Pharma”, la lobby dei laboratori farmaceutici. La scelta dell’ente è quella di occuparsi di malattie “dimenticate” dalla ricerca farmaceutica tradizionale, per le quali i laboratori non hanno interesse economico a sviluppare rimedi. La malaria è una di queste, una malattia infettiva mortale che colpisce ormai solo zone disagiate del pianeta dove i malati non potrebbero comunque comprare i farmaci a un prezzo di mercato e garantire profitti ai laboratori farmaceutici. Il Dndi si propone di coordinare lo sviluppo di farmaci il cui principio di base è di essere venduti al prezzo di costo e di non essere coperti da alcun brevetto.

Il lancio dell’Asaq, il “no-profit” antimalaria, segna l’avvento di un nuovo modo di concepire il farmaco, analogo al concetto dei software open source: l’invenzione non è di nessuno e dunque a disposizione di tutti e quindi soggetta via via a migliorie. In questo caso, della vita.

(27 febbraio 2007)[/italian]
[british]
Malaria, the first non-profit drug for poor countries will cost 1 USD

It comes from a collaboration between Sanofi Aventis and Msf
The medical treatment does not have any licence restriction, anyone can produce it

by Carlo Toscanfrom Repubblica

Distribuzione della Malaria

GENEVA – On the first of March a new treatment against malaria has been launched, which can be defined revolutionary: it is not limited by any licence, it can be made by anyone or, more simply, it is not made for profit. Asaq (this is its name), comes from a collaboration between “Drugs for Neglected Diseases Initiative” (Dndi), a non-profit research & development agency founded in 2003 by Medicine Sans Frontiere, and the French medical laboratory Sanofi-Aventis. This is the first medical treatment produced following the criteria of the Dndi and represents an absolute innovation, so that the French daily paper “Le Monde” has dedicated to it most of the economic supplement in the first page, defining it in the title “the drug that upsets the pharmaceutical industry”.

The price of an entire treatment should not exceed 1 dollar for an adult and half for a child. The drug owes its name to the fixed combination of Artesunate (AS) and Amodiaquine (AQ) and it is the first born by a collaboration between the public and private sectors. Asaq’s very existence testifies above all the birth of a new way, still experimental, of studying, developing and producing a medical treatment.

To fully understand the importance of these innovations, it’s worth going back to 2001 when in Sudafrica a process started that was due to lead a new approach. The great lobby of the pharmacy industries, named Big Pharma“, started a case against the South African government in order to stop the production and import at low cost of medicines to fight AIDS. The objective of the trial was to block the Medical Act, a 1997 law by Nelson Mandela who authorized the South African industries to produce medical treatments against AIDS bypassing the copyright laws which would have forced the Government to buy these medicals from the pharmaceutical industries instead, at much highest costs. The laboratories, scared by the possibile impact on public opinion of the legal initiative, abandoned the cause, but the whole situation did not change at all. A similar trial had taken place in Brasil as well (and more recently in India too – see Novartis trial agains Indian Government, by the way, hasn’t anyone signed the petition yet?)

The DNDI is Medicine sans frontiere answer to “Big Pharma”, the pharmaceutical industry lobby. The choice of the agency is to follow closely diseases “forgotten” by the traditional pharmaceutical research, for which laboratories do not have economic interest to develop remedies. Malaria is one of these, a deadly infectious disease which hits only poor zones of the planet where sick patients would not be able to buy treatments at market prices anyway to guarantee profits to the pharmaceutical laboratories. Dndi target is to coordinate development of treatments to be sold at cost prices with no additional profit and with no copyright on them.

The launch of the Asaq, the “no-profit” antimalaria treatment, marks the beginning of a new way to conceive treatments, very much similar to the concept of open source software: discoveries ar not owned by anyone and therefore may be used by everyone, eventually improving them.

(February, 27th 2007)

[/british]

Leave Comment