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Farmaci e Copyright

Jan 12th, 2008 | By | Category: Annunci
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[italian]C’è un articolo di qualche giorno fa sull’espresso, a firma del giornalista indiano Suketu Mehta, che racconta di quanto la sua vita da piccolo fosse permeata dallo Yoga – tutte le mattine, dice, si svegliava e vedeva suo padre a testa in giu’. Poi qualche occidentale ha fiutato il business ed ora lo US Patent and Trademark Office (l’ente che negli Usa si occupa dei brevetti e dei marchi registrati) ha rilasciato 150 copyright in tema di yoga, 134 brevetti su accessori e 2.315 marchi commerciali sempre relativi allo yoga. Insomma, non è piu’ una questione di tradizione e cultura indiana, lo Yoga è diventato proprietà intellettuale degli investitori occidentali.

Sicuramente chi si è arricchito grazie a tali brevetti appropiandosi a man bassa delle conoscenze tradizionali indiane sarà grato all’India per questa sua generosità e sarà pronto a ricambiare. Mah, non tanto, se poi il governo indiano finisce in tribunale citato dalle case farmaceutiche occidentali nel tentativo di fermare la “copia illegale di farmaci generici”, quegli stessi farmaci che – prodotti a basso costo – potrebbero salvare milioni di vite, e di cui anche ad Angal abbiamo terribilmente bisogno.

In Occidente si appropriano del sapere indiano brevettandolo. E poi ci vietano di fare lo stesso con i farmaci…

Ne parla Protonutrizione in un articolo di ieri e più estesamente in una serie di articoli passati, ma consigliamo di leggere attentamente e di meditare sull’ottimo articolo di Suketu Mehta

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An article on the italian magazine L’Espresso by the indian journalist Suketu Mehta, described how his life, when he was a kid, was so much permeated by Yoga. Every morning when he woke up – he says – he was used to see his father with his head upside down in a posisition named sirsasana.

Then some Western businessman though it could be a good business and now the US Patent and Trademark Office (the entity in the United States which deals with patents and trademarks) has issued 150 copyright registrations regarding yoga, 134 patents on equipment and 2,315 trademarks always relative to yoga. In short, Yoga is no more matter of tradition and culture of India, it’s rather an “intellectual property” owned by Western investors.

Surely those who have become rich through these patents grabbing Indian traditional knowledge will be grateful to India for its generous gift and will be ready to reciprocate. Well, not that much, as it seems that the Indian government ended in court sued by some western pharmaceutical companies in an attempt to stop the “illegal copying” of generic drugs, those drugs that – being so cheap – could save millions of lives, and that w ealso very much need at Angal.

Protonutrizione in an article dated yesterday speaks about this matter as it used to do often in the past. Sure we would suggest you to read the excellent article by Suketu Mehta

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