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A una settimana dalla partenza – One week to go

Nov 25th, 2008 | By | Category: Annunci

[italian]Mama Klaùdia mi scrive da Angal, ormai è quasi ora di tornare a casa, ma c’è sempre tanto da fare…

Caro Piero,

da domani comincerà il conto alla rovescia: …meno 8, meno 7…. Intanto ci godiamo questa domenica speciale, con un cielo finalmente terso e azzurro come si vede sulle Dolomiti d’inverno! Solo che qui oggi ci sono 52 gradi al sole (32° all’ombra).

[/italian][english]Mama Klaudia wrote me from Angal, it’s almost time to get back home, but there is still much to do …

Dear Piero,

tomorrow the countdown begins: … minus 8 minus 7 …. Meanwhile we enjoy this special Sunday, with a blue sky and a smooth weather as you can often find on the Dolomites in winter! Except that there’s 52 degrees Celsius in the sun (32° in the shade).

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E’ una domenica speciale anche perché é venuto il vescovo di Nebbi. Mons. Luluga, per partecipare alla festa dei giapongidini, i catechisti, che nelle varie cappelle sostituiscono i Missionari il cui numero é sempre più ridotto. Anche qui, in questa grossa parrocchia di Angal, dove ha sede il “Centro di formazione”, affiancano i Padri, visitano i malati, portano la Comunione.

Alcuni sono figure storiche che abbiamo visto qui da sempre, come Pio, che vorrei farvi conoscere almeno con una foto. Lo incontro sempre in giro per i reparti, orgoglioso della sua veste, uguale a quella dei primi missionari, ormai logora, con i sandali rosa shocking che si vedono da lontano, il suo incedere solenne, il viso austero, che si apre però in un sorriso dolce quando si ferma a parlare con un malato.

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It’s a special Sunday today because the bishop Mr. Luluga came down from Nebbi to attend the festival with the little giapongi, the catechists, who give their service in various chapels in place of the Missionaries whose number is decreasing all the time. Even here in this big parish of Angal, where the “Training Center” is located alongside the fathers, they visit the sick, bring the Communion.

Some of them are historical figures that we have always seen here as Pio, which I would like to introduce you to at least with a photo. You can often see him around at the wards, proud of his cassock, the same as that of the first missionaries, now worn with shocking pink sandals that you can see from afar, his solemn walking, with an austere face, which soon opens into a sweet smile when he stops to talk to a patient.

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Tornando alla festa: gli Alur non hanno tralasciato nulla per renderla memorabile. La messa é durata tre ore, accompagnata dai canti ritmati dagli adungu, dai tamburi e dai barattoli pieni di sassolini,mossi con leggerezza dalle mani esperte dei musicanti. La processione dei giapongidini é stata preceduta da fanciulle danzanti con un orcio di terracotta colmo di fiori sulla testa.

Danze, canti, fiori e colori sono il loro modo per lodare Dio, per festeggiare la vita, forse per esorcizzare il dolore.

Il dolore che é sempre in agguato: negli occhi di Obedi Jois che questa volta é venuta senza il suo vestito bianco, di nuovo smagrita e senza più speranza. : “Muoio -mi ha detto – non abbandonarmi”.

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Returning to the festival: the Alur have not forgotten anything to make it memorable. The missa has lasted three hours, accompanied by songs and choruses with the rhythms of the adungu, drums and jars filled with pebbles, moved lightly by the skilled hands of musicians. The procession of the little giapongi was preceded by dancing girls with clay pots filled with flowers on their heads.

Dances, songs, flowers and colors are on their way to praise God, to celebrate life, perhaps to exorcise the pain.

The pain is always lurking: in the eyes of Obedi Jois who came without his white dress, this time, again thin and hopeless. “I’m going to die soon – she told me – do not forsake me.

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E’ qui da quasi due mesi. Nessuno della sua famiglia é venuto a vederla. E’ in agguato negli occhi di Sunday, la sua bambina , che passa le giornate seduta ai piedi del suo letto, abbracciata alla bambola di stoffa che Gaia ha portato l’anno scorso; negli occhi di tutti i bambini malati di aids, delle mamme che glielo hanno trasmesso, dei vecchi abbandonati dai figli; perché la società tribale si é sfasciata e la saggezza degli anziani, un tempo tenuta in grande considerazione, é diventata obsoleta.

Si concluderà fra una settimana anche l’impegno dei medici specialisti che sono venuti con noi: l’urologo Ivo Sigillino, che ancora una volta è venuto a risolvere molte situazioni penose (ritenzioni croniche d’urina per ipertrofia prostatica e fistole vescico-vaginali) con una ventina di interventi in endoscopia e Giovanni Cardellino, internista di Aosta, sempre più impegnato anche nella organizzazione e gestione dell’ospedale.

Mamma Klaùdia[/italian][english]

She’s been here for almost two months. None of her family came to see he. Pain is lurking in the eyes of Sunday, her daughter, who spends the whole days sitting at the foot of her bed, embraced at the cloth doll that Gaia brought her last year; pain is in the eyes of all children suffering from AIDS, mothers who have transmitted it to them, the elders abandoned by their sons, because the tribal society is falling apart and the wisdom of the elderly, once held in high esteem, has become now obsolete.

In a week time also the commitment of the medical specialists who came with us will be over: the urologist Ivo Sigillino, who once again came to solve many difficult situations (chronic retention of urine for prostatic hypertrophy and vescico-vaginal fistulas) with a number of operations in endoscopy and Giovanni Cardellino Internal Medicine of Aosta, who is increasingly committed in the organization and management of the hospital.

Mamma Klaudia [/english]

[italian](qui la storia di Obedi Jois)[/italian][english](here’s the story of Obedi Jois – in italian)[/english]

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