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Muore un pezzo di memoria (A piece of memory passes away)

Nov 14th, 2008 | By | Category: Annunci

[italian]Pubblico una lettera ricevuta ieri di mia madre da Angal.
Mi sembra una di quelle cose da condividere.
[/italian][english]Here’s a letter I received from my mother yesterday, from Angal.
I believe it’s worth sharing.
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Caro Piero,
questa mattina é morto Domenico Manano. Solo una settimana fa eravamo seduti a questo stesso tavolo e, sorseggiando un the bollente e ben zuccherato, come piaceva a entrambi, lui mi aiutava a tradurre e a capire il senso degli ultimi proverbi che aveva raccolto, attingendo alla sua antica memoria. Era un uomo di cultura, amante delle tradizioni, conosceva un’infinità di storie, leggende e proverbi. Ogni tanto veniva a trovarmi e mi faceva dono di quanto aveva ricordato e trascritto, perché io lo facessi conoscere attraverso le “News dell’associazione Amici di Angal”.

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Dear Piero,
this morning Domenico Manano passed away. Only a week ago we were sitting at the same table sipping well-sweetened warm tea, as we both liked it, while he was helping me to translate and understand the meaning of the last Alur proverbs that had gathered, drawing strength from his ancient memory. He was a man of culture, deep lover of Alur tradition, he knew so many stories, legends and proverbs. Every now and then he came to visit me to share his memories so I could forward and share on the “News of the Friends of Angal” publication.

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Con lui si è persa la memoria storica degli Alùr, un piccolo gruppo etnico che purtroppo sta perdendo le proprie radici, i propri codici etici che costituivano il collante del clan, un po’ a causa delle guerre, dell’AIDS che ha distrutto le famiglie e anche, credo, di un progresso estraneo ai loro bisogni.

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With his departure it is also lost an entire peice of the historical memory of Alur people, a small ethnic group that sadly is losing its roots, its ethical codes that were the glue of the clans, partly because of wars, AIDS which has destroyed families, partly, I believe, because of a such called “progress” which is alien to their needs.

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Quest’ultimo mese ad Angal é stato molto pesante. E’ piovuto quasi tutti i giorni. La vista della savana al mattino é spesso velata da una nebbia leggera che si solleva dai tetti di paglia delle capanne. Fa freddo e si moltiplicano i casi di broncopolmonite fra i bambini, oltre alla solita malaria e alle gastroenteriti. Ci sono in media una trentina di ricoveri al giorno in pediatria. E c’é un solo medico: Arianna. Quando può, Mario va a darle una mano, ma seguire più di 200 bambini é massacrante.

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This last month at Angal it has been very tough. It rained almost every day. The view of the savannah in the morning is often veiled by a light mist that rises from the roofs of the huts. It is cold and there are more cases of bronchopneumonia among children, in addition to the usual malaria and gastroenteritis. There are on average thirty new cases daily in the hospital pediatrics. And there is only one doctor: Arianna. When possible Mario lends a hand, but it is a nightmare to follow more than 200 children.

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[italian]E poi c’é l’Unità Nutrizionale, con quasi una trentina di bambini in condizioni indescrivibili. In una settimana ne sono morti dieci. La causa non è sempre l’estrema povertà, ma più spesso l’ignoranza, la superstizione, l’abbandono… Quando cerco di capire in quale contesto sociale vivano questi bambini e quale situazione famigliare troveranno una volta tornati a casa, mi perdo negli intrichi di situazioni disperate al cui centro c’è molto spesso la nonna, nel bene e nel male.

[italian][english]

And then there’s the Nutritional Unit , with nearly thirty children in unspeakable conditions. In just one week ten of them died. The cause is not always the extreme poverty, but more often ignorance, superstition, abandonment … When I try to understand the social context in which these children live and which family situation will they find when they get back home, I miss the intricate desperate situations at the centre of which there is most often a grandmother

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[italian]

La nonna che prende con sé il nipotino quando la figlia muore e anche quando la figlia se ne va con un altro marito, la nonna che rifiuta l’uso del sondino (indispensabile per nutrire il bambino gravemente malnutrito), la nonna (ma lo fanno anche le mamme) che bara sui tempi e le cause della malattia nel tentativo, forse, di rifiutare la realtà… La nonna che si carica sulla schiena il cadaverino per riportarlo a casa e seppellirlo vicino alla capanna.

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It’s the grandmother who takes the child with her when her daughter dies, when her daughter leaves with another husband, it’s the grandmother who rejects the use of artificial feeding (essential to feed the severely malnourished child), it’s the grandmother (but sometimes the mother too) who is cheating on the timing and causes of the disease in an attempt, perhaps, to deny the reality … It’s the grandmother who loads on her back the little dead body and gets back home to bury it near the hut

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E c’è Emanuel che a 2 anni pesa 4 chili e 700 grammi. E’ accudito da una sorellina di 12. La mamma è morta, la matrigna lo rifiuta, e lui rifiuta di nutrirsi. Non so più cosa fare per lui. Si strappa il sondino, rovescia la tazza e mi guarda con sfida… Ti aggiornerò più avanti.

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And then there’s Emanuel, 2 years old, he weighs 4 pounds and 700 grams. He’s cared after by his 12 years old sister. Their mother died, his stepmother refuses him, and so he refuses to eat. I do not know what else to do for him. He tears away the artificial feeder, he drops the cup down and looks at me as if it was a challenge…

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Mamma Klaudia

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