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Nozze d’oro dei coniugi Busato

Oct 3rd, 2010 | By | Category: News

Il 6 giugno a Padova, nella Cappella del Cuamm dove si erano sposati, Sonia Ardit e Giannino Busato hanno festeggiato il loro cinquantesimo anniversario di nozze. La Messa è stata celebrata dallo stesso don Luigi Mazzuccato che aveva accolto il loro primo sì e da Don Dante, attuale direttore del Cuamm.

Erano presenti, come allora, molti studenti del Collegio assieme ai “vecchi”, potremmo dire ai “pionieri”, i medici che avevano condiviso con loro i primi progetti, il sogno di una “medicina missionaria”, (sono parole di Giannino), quella del dott. Schweitzer, ma anche di tutti quei primi medici legati al Collegio Universitario Aspiranti e Medici Missionari, oggi Medici con l’Africa CUAMM.

Giannino e Sonia Busato

La prima destinazione di Giannino e Sonia fu Angal.

Ad Angal nacque Chiara, alla quale gli Alur diedero il nome di Alum, nata nell’erba, cioè lontana da casa e nel ’65 Paola, chiamata Pacothò, che significa: il casato è finito, per auspicare con una specie di esorcismo la prossima venuta di un figlio maschio (e invece anni dopo, in Italia nacque Anna).

Per Giannino furono anni di intensa attività. Era l’unico medico (ma qualche anno dopo si laureò anche Sonia) per qualche centinaio di migliaia di persone. Oltre al lavoro in Ospedale doveva periodicamente visitare i dispensari della Diocesi, dove una brava Suora infermiera aspettava con ansia l’arrivo del medico per sottoporgli i casi che non era riuscita a risolvere.

Giannino con Sonia fu anche uno dei primi collaboratori nella ricerca del Dr.Burkitt, che portò alla scoperta del linfoma che prende il nome da questo straordinario semplice Medical Officer.

Dal dicembre 1966 la famiglia Busato si trasferì a Gulu e i due medici divennero i primi collaboratori stabili dei Corti al st.Mary’s Hospital. Angal restò per loro la “casa”, un richiamo nostalgico ma soprattutto un’esperienza formativa che ne segnò la vita.

Le coppie dei vecchi di Angal si ritrovano

Moltissimi sono gli episodi ricordati durante il festoso incontro con i vecchi amici: c’è qualcosa di speciale che lega in modo unico chi ha condiviso l’esperienza della missione, un senso di appartenenza ad un ideale comune che non diminuisce con gli anni anche se non sono frequenti i motivi di incontro.

Siamo grati a Sonia e Giannino per averci offerto questa occasione e facciamo loro un augurio perché continuino, come hanno fatto in questi anni, ancora per molto a impegnarsi in qualche parte dell’Africa, meglio se nei loro progetti rientrerà ancora una volta Angal.

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