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Padre Felice Centis ethò

Mar 10th, 2012 | By | Category: Annunci, News

Padre Felice Centis ad Angal

Stamattina, 10 Marzo, ci ha raggiunti la telefonata di p.Mario Zecca e subito dopo la mail di p.Gino Stocchero, che diceva:

“Cari Mario e Claudia, vi dò la notizia che il Signore ha chiamato a sè silenziosamente P.Centis alle 2,30 di questa mattina. Ricordiamoci nella preghiera. Funerale lunedì alle 10. P.Gino”

Padre Felice Centis, Comboniano, averva 92 anni, ne avrebbe compiuti 93 il prossimo mese. Nella sua lunga vita missionaria aveva svolto varie mansioni in Italia ed in Inghilterra ai vertici dell’Istituto, ma il suo cuore era in Africa, in Uganda, dove era giunto nel 1967 e dove rimase quasi ininterrottamente fino a stamattina, dedicandosi oltre a tutto il resto alla traduzione in Alùr della Bibbia e del Messale, lavoro estremamente difficile che lo impegnò per anni.
Lo scorso Settembre, dopo un periodo di cure in Italia, volle riprendere il volo per l’Uganda e ritornare a concludere la propria missione fra gli Alur.

Alla notizia della sua morte, dopo un primo sentimento di sgomento, è questo il pensiero che ci ha consolati: che è morto fra la gente alla quale aveva dedicato la propria vita, come aveva desiderato. Padre Felice sarà ricordato con riconoscenza da quanti ebbero la fortuna di conoscerlo e mancherà moltissimo alla gente di Angal e a quanti, medici ed amici, torneranno ad Angal.

Mancherà a Betty ed Italo Nessi, che scrivono:
“A p. Felice eravamo affezionati e anche lui ci ha sempre voluto bene.
Se non altro, pur tra varie tribolazioni, ha esaudito il suo desiderio
di morire ad Angal.”

Francesca e Luca Sarti: “Siamo tanto grati al Signore per l’esempio di vita Cristiana tutta per gli ultimi che io, Francesca, Giacomo e Cecilia abbiamo ricevuto da P. Centis.
Lo ricorderemo passare per il cortile di casa nostra ad Angal per andare a dire il Rosario in ospedale, puntuale fedele e instancabile.”

Enrico Tagliaferri: Lo ricorderò per la sua forza serena, che riusciva a trasmettere, per il suo essere al di sopra delle piccole cose, per la sua capacità di dire cose importanti con parole semplici.

Rita Polo: …E subito, parlando con P. Felice , si capiva la sua disponibilità verso il prossimo, l’intelligenza, l’integrità morale che però mai allontanava… Ha voluto rimanere fino all’ultimo con la sua famiglia comboniana, in mezzo agli ultimi del mondo. E vi è rimasto come voce di Dio stesso, raccontando loro sempre e nella loro lingua quella stessa buona novella che aveva cambiato la sua vita e lasciandogliela scritta sulla carta e nei cuori in maniera indelebile.

Arianna Bortolani da Wolisso, Etiopia: …desiderava trascorrere gli ultimi giorni in Uganda, vicino alla gente che ha servito per tanti anni…
Mi unisco al ricordo e alla preghiera di tutti voi.

Giovanni Cardellino: Io, “cristiano” appannato, sovversivo, peccatore. apprezzavo in lui la rara dote di saper unire al rigore morale una grande umanità. Era un punto fermo nei miei viaggi ad Angal. Mi mancherà molto

Marta Lunardi scrive: …ho visto padre Felice per la prima volta lungo i viottoli dell’Ospedale… stava chino sul suo libro, stanco e pallido ed attorno stavano 5-6 persone inginocchiate a pregare sommessamente…quell’immagine assomigliava tanto all’idea che avevo dei missionari fin da bimba: cocciuti, miti, fermi nelle proprie convinzioni, generosi della loro vita.

Licia Scantamburlo: Padre Centis nel mio ricordo è una delle persone che da sempre ha rappresentato Angal e l’immagine che ho di lui è dell’importanza di stare tra le persone, anche in silenzio, per realmente condividere con loro.

Antonella Benigna, nipote di Padre Enrico Colleoni: ...ma sembrava proprio un uomo in pace con se stesso, devoto alla sua MISSIONE e a quella terra … insomma, un uomo felice di nome e di fatto. Mancherà a tutti ad Angal, ma spero che ora possa essere in posto da dove potra’ forse fare ancora di piu’ per il popolo ugandese.

Mauro ed Enrica Baroni: Preghiamo volentieri per Padre Centis, esempio per noi di vita semplice e luminosa al servizio del nostro Signore Gesù Cristo.
A lui il nostro affetto

Giorgio Rodolfi (solarman) …desidero far conoscere quanto ho apprezzato questo Sant’Uomo che ha dedicato la vita all’opera che sentiva essergli affidata dalla sua preparazione! Ha vissuto a lungo il più possibile, con incomparabile senso del dovere, col puntiglio della certezza che la sua esistenza era necessaria per contribuire allo sviluppo del bene…

P. Enrico Colleoni: La morte di P. Felice non ci ha certo colti di sorpresa, data la sua veneranda eta’. Pero’, come accade sempre per una persona cara e di famiglia, la sua scomparsa ci lascia un senso di vuoto, come se fosse venuto a mancare qualcosa nella nostra vita, nella nostra storia. L’ho visto l’ultima volta prima di Natale scorso durante una mia breve visita ad Angal: ancora una volta mi ha impressionato la sua forte volontà di fare, di aiutare, di non sentirsi un peso. Quel pomeriggio c’erano le confessioni per il Natale e la chiesa era gremita di gente. Ebbene, mi ha meravigliato come P. Felice fosse rimasto per quasi tre lunghe ora a confessare. Al termine della celebrazione ha condiviso con me un po’ quello che sentiva in quel momento: un certo senso di solitudine, il bisogno umano di attenzione alla sua persona, il sentirsi ormai al termine del suo cammino … mi ha fatto tanta tenerezza. Avrei voluto abbracciarlo e fargli sentire tutto quel calore umano che una persona della sua eta’ aveva bisogno, o meglio, aveva diritto di sentire.
Sono stato contento e anche benedetto di aver potuto condividere con lui diversi anni di vita missionaria e anche comunitaria.Pur essendo arrivato in missione a 48 anni, (età in cui qualcuno pensa già di essere vecchio!), si e’ buttato con entusiasmo nel lavoro missionario con uno spirito giovanile che lo ha portato fino a ieri, nonostante la sua fragile salute. Ci lascia un ricordo meraviglioso, oltre a tutto il lavoro della traduzione della Bibbia e del messale in Alur, i suoi doni umani e spirituali: il suo sorriso permanente, la pace che era capace di trasmettere, la sua saggezza, la capacità di discernimento, una fede profonda vissuta nella semplicità e umiltà.
Penso che ognuno di noi, e siamo in molti, che l’ hanno conosciuto, siamo stati toccati dalla sua persona. Vogliamo farne tesoro perché quei doni che ci ha lasciato possano continuare anche in noi e attraverso di noi.

Emanuele Giaccari: Addio padre Felice, forse sono stato il tuo ultimo amico, ma profondo come tutti gli altri, mi hai dato tanto in poco tempo , ma in cambio non mi hai mai chiesto niente… solo un bicchiere di acqua ed ero io a porgertelo. Sei un grande e se avrò sempre la forza e il coraggio proverò ad ispirare la mia vita alla tua grandezza. Ciao Ti voglio bene… padre Centis

Matteo Traversone: Solo ora vengo a conoscenza della triste notizia!
Caro Felice, mi piace ricordarti così!
Seduti davanti la porta della tua stanza un pomeriggio di inizio gennaio, mi raccontavi il tuo essere missionario nel tempo; regalandomi tanta serenità e forza!
Ciao Felice, grazie!

Fabrizio Mion: Il Signore ha voluto così, che morisse nella terra d’Uganda, e l’ha esaudito. Anche se dispiaciuti di non averlo qui, assieme ai defunti di famiglia, crediamo sia più giusto così, e penso sia stato il suo volere. Per tutti noi la sua venuta a casa nostra era sempre vista e sentita come una benedizione divina e ci sentiamo dei previlegiati per aver ospitato e goduto della sua presenza nella nostra famiglia.

A queste foto che lo ritraggono durante uno dei ritrovi annuali della nostra Associazione, l’Angal Day, affidiamo il suo ricordo.

 

(*) ethò = è morto (Alùr)

3 comments
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  1. Sono stato diverse volte in Uganda insieme all’amico Italo Nessi. Tutte le volte abbiamo trascorso qualche giorno insieme ai padri di Angal. Ricordo sempre con piacere il calore, l’umanità e la vasta cultura di padre Felice. Un caro ricordo della sua persona e un caro saluto a padre Gino, Gianni, Mario e Luigi. A presto.

  2. Father thank you so much for the great work you have done for the Alur people since your arrival in our land.
    I remember well the pastoral work you did in various parishes in Nebbi Diocese and lastly in Angal Hospital as chaplain.Further more number of students flocked your door every day in Angal parish looking for school fees, many profited in the projects you started for the poor children in Angal and around Angal
    Father may the good Lord reward you abundantly his gift of eternal life because you deserve it,Come in you my faithful servant………..RIP Father Felix centis.

  3. Ciao Padre Centis,
    la notizia della tua scomparsa mi ha lasciato un senso di vuoto e di tristezza. Nonostante abbia passato poco tempo ad Angal, ho potuto apprezzare la tua dedizione totale per il lavoro pastorale, la saggezza delle tue parole e la carità con cui muovevi le tue decisioni per la popolazione Alur. Prego anch’io il Signore affinché ti accolga e ti permetta, da lassù, di essere sempre di conforto alle genti di Angal.
    Riposa in pace.

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