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Lettera da Angal

Jun 27th, 2012 | By | Category: News

Mia madre – che insieme a mio padre, mia sorella e mio nipote è ad Angal per le trentasettesima volta (se non ho perso il conto) – mi scrive, pochi giorni prima di rientrare in Italia.

Caro Piero,
è iniziato il countdown e in questi ultimi giorni si stanno moltiplicando le cose ancora da fare, le incombenze da affidare, i meetings con il personale (per fortuna a questo, al controllo della realizzazione dei vari progetti, al quality improvement ecc. pensa papà con il supporto indispensabile di Italo Nessi); aumenta in modo esponenziale il numero delle persone che vengono a salutarci o a chiedermi un ultimo aiuto, aumenta il numero dei bambini in Nutrition Unit con casi veramernte disperati, ….diminuisce per fortuna il numero dei ricoverati per colera…

Papà è appena tornato dall’Isolation Ward dove ha constatato che l’epidemia di colera si sta spegnendo e anche la tenda procurata dall’Unicef quando i letti non erano più sufficienti (oltre un centinaio di casi), si sta vuotando.

Avevo fatto la promessa agli Amici che ci seguono sul sito, che avrei mandato notizie “a caldo”e, anche se mancano pochi giorni al nostro ritorno, voglio mantenerla, mandando qualche flash della nostra 37 ma missione.
Innanzitutto voglio ringraziare tutti gli Amici che, dopo quanto mi era successo a novembre, erano preoccupati per la mia salute.
Il desiderio di tornare ad Angal è stato più forte di qualsiasi invito alla prudenza e ora posso dire di aver superato senza conseguenze il lungo viaggio in aereo, le buche della strada, le piste della savana percorse per raggiungere, come sempre avevo fatto, le famiglie più povere. E lo devo anche a Francesco, che è stato un autista eccezionale.

Il “gruppo” partito con noi (Teresa Gasbarro, nostra figlia Elena, Andrea e il papà Francesco Puntorieri), ha costituito un preziosissimo supporto alle nostre attività: controllo degli orfani (230 fra Angal e Parombo) unità nutrizionale, preparazione di centinaia di sacchetti con riso, mais, zucchero, fagioli, sapone e pesciolini secchi (Elena ne ha ancora il profumo sotto il naso) e conseguente distribuzione ai poveri che gravitano attorno all’ospedale. Teresa, inoltre, con l’aiuto di Francesco, si è accollata il non semplice compito di riorganizzare la farmacia trasformando l’inventario cartaceo in razionale programma computerizzato, e Francesco quello di controllare tutto il materiale necessario per il rifacimento della rete idrica dell’ospedale.
E Andrea!! Nostro nipote Andrea. A 8 anni è al suo terzo viaggio ad Angal e fin dall’arrivo si sente perfettamente a suo agio; pronto a fare improbabili partite a calcio con i bambini del villaggio, come ad aiutare in tutte le nostre attività, a distribuire cibo agli occupanti della famosa panca, a coccolare i bambini più piccoli.

Ma i giorni più belli e proficui li abbiamo trascorsi quando, dopo due settimane, ci hanno raggiunti Betty e Italo Nessi, con le figlie Namuli e Lisa, grazie alla loro lunga esperienza, alla capacità straordinaria di trovare un punto d’incontro con i metodi e la mentalità dei medici africani, al buon senso e all’inimitabile sense of humor di Italo, così prezioso quando c’è da sdrammatizzare.

Mama Kaùdia

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