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Angal Day

Oct 19th, 2014 | By | Category: Annunci, News

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raccontato da Rita Polo

In un sole limpido di metà settembre, nell’aria tersa della Torretta, all’ombra degli ailanti e delle querce, si è svolto anche quest’anno l’Angal Day.
All’ingresso del giardino, Andrea, il figlio di Elena, man mano che arrivavano le auto sospendeva la lettura del suo giornalino per assolvere al non facile compito affidatogli e cioè quello (come recitava il cartello sul suo cappello) di posteggiatore. Mario, con gli occhiali scuri a causa del perdurare di una fastidiosa lacrimazione di incerta origine, accoglieva gli Amici. Claudia col sorriso di sempre presentava gli uni agli altri, facendo sentire tutti un po’ speciali. Per esempio così si è conosciuta finalmente Anna, sempre disponibile a dare una mano nelle emergenze e con doti da sensitiva. E si è incontrata Gabriella, grande sostenitrice dell’Associazione, e guardandola nei suoi limpidi ma determinati occhi verd’azzurri ci si rendeva conto che la carrozzina sulla quale è costretta non deve averle impedito di fare molte cose; specie ora che c’è Manuela a spingerla, a commentare la vita e a ridere con lei.

Una lunga fila di Amici di Angal, vecchi e nuovi, è fluita quindi man mano sotto la baragia (=portico) Marsiaj, dove Don Silvio Favrin, cappellano emerito dell’ospedale di Castelfranco Veneto, da sempre sostenitore di varie realtà Ugandesi, compreso Angal, ha celebrato una Messa tanto più autentica quanto informale, interpretando i formalismi rituali alla luce della sua grande fede e della sua magnifica semplicità, trasmettendo così la vera gioia del Cristianesimo.

Il pranzo, al quale tutte le Amiche hanno contribuito, ognuna con la propria specialità, si è concluso con una splendida torta che annunciava una grande ricorrenza: il 50° anniversario di matrimonio di Mario&Claudia, che hanno scelto di festeggiare l’evento in modo semplice e genuino, con questi Amici che hanno condiviso i grandi sogni della loro vita.

L’Assemblea generale si è quindi svolta in un clima di serenità, venendo a parlare finalmente della colla che ci tiene tutti insieme: l’ospedale di Angal. Si è parlato di sterili numeri di budget, ma anche di esperienze esaltanti (Filippo era tornato da poco e portava ancora negli occhi le immagini della sua avventura dentistica africana), di nuovi progetti (es. la ristrutturazione della sala operatoria prima che crolli, dice Angelo Chemello, sulla testa di operatori e pazienti con tutta la farcitura di termiti) e di prossime partenze.
Ma la parte forse più gradita è stata quella delle chiacchierate e delle risate, libere e confidenziali, seduti ormai in pochi nella cucina di Claudia, mentre, insieme ad Anna, si finiva di lavare i piatti ed asciugare le posate, intanto che il sole iniziava a nascondere il suo volto dietro la collina.

Rita Polo

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