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Open Hospital

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Open Hospital è un progetto informatico gestito interamente da Informatici Senza Frontiere, una ONLUS i cui soci – responsabili di sistemi informativi di varie grosse aziende italiane – mettono a disposizione risorse per dare una mano sul lato informatico a popolazioni rurali in paesi in via di sviluppo, per superare quello che viene chiamato “Digital Divide” ovvero la cronica impossibilità da parte di queste popolazioni ad accedere a risorse informatiche (e quindi informative, e quindi possibilità di sviluppo) a causa della mancanza di adeguate infrastrutture.

Il progetto, il primo di ISF, ha visto il lavoro congiunto di diverse persone tra cui gli studenti dell’Istituto Volterra di San Donà di Piave (VE) per creare un sistema di data-entry per registrare gli ingressi dei pazienti al St.Luke Hospital di Angal, mantenerne le schede sanitarie, registrare gli esami di laboratorio, gestire il magazzino di medicinali, molte altre attività. Insomma, un vero e proprio sistema informativo per l’Ospedale.

Registrato fra i progetti di sourceforge.net, OpenHospital è in fase di sperimentazione all’Ospedale, installato in vari PC client ed un server con il database centrale. Viene correntemente utilizzato dal personale intermieristico. Nel corso del 2007 si prevede la raccolta di un feedback da parte degli utenti, un conseguente ampliamento delle funzionalità e una serie di giornate di formazione al personale.

Se ne parla su JavaOpenBusiness, Lifegate e naturalmente sul sito dedicato al progetto degli studenti del Volterra.

Dal punto di vista tecnico il software è stato scritto in Java con interfaccia grafica Swing e viene fatto girare in ambiente interamente Opensource (Linux/Ubuntu versione 6.04), sia dal lato client sia dal lato server. Il database è MySQL ed è interessante il meccanismo di replica dei dati con backup incrociato client-server che rende possibile il ripristino delle funzionalità anche in caso di caduta del server. La rete è attualmente composta da 4 client ed 1 server collegati via cavo ethernet attraverso 1 hub ed un ripetitore (il wireless è reso impraticabile per l’alta percentuale di acqua nelle pareti dell’ospedale – fatte di fango – tanto che il segnale al di fuori della stanza con l’access-point cade a zero). Ciascun client, con interfaccia grafica KDE sotto X-Windows, è in realtà un computer portatile, grazie al quale l’assorbimento di energia elettrica resta compatibile con la potenza erogata dalla batteria di pannelli solari che ne garantisce l’operatività 24×7.

Una delle prossime missioni in questo ambito sarà tentare di fornire all’Ospedale una connettività ad internet sufficientemente stabile e con costi contenuti, in modo da garantire un costante monitoraggio delle attività del software e dell’utenza, il ripristino da remoto in caso di problemi software, gli aggiornamenti necessari sia al software che ai sistemi operativi, un help-desk sufficientemente efficiente per il personale dell’Ospedale che si trovasse di fronte a problemi nell’utilizzo.

Riferimenti per il progetto: piero@amicidiangal.org.