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Cari Amici

Cari Amici,
Mario ed io stiamo vivendo giornate molto importanti qui ad Angal. Abbiamo appena festeggiato il nostro 38° anniversario di matrimonio con una messa celebrata in una chiesetta nel “bush” da Padre Enrico, lo stesso che 30 anni fa, sempre qui, battezzò nostra figlia Elena.

Da 36 anni ci occupiamo dell’Ospedale di Angal. Lo abbiamo visto crescere, grazie all’impegno dei medici che vi hanno lavorato con passione, ai missionari che l’hanno sempre sostenuto, ai gruppi di appoggio che l’hanno aiutato.

La storia di Angal è intessuta di momenti tragici, di toccanti vicende umane, di grandi sofferenze e, soprattutto per me, di tante storie di bambini … bambini che mi hanno fatto piangere, soffrire, gioire … che mi hanno fatta sentire 100 volte mamma.

Ma è anche una storia ricca di amore e solidarietà da parte delle molte persone che hanno sempre sostenuto le nostre scelte e lo stanno tuttora facendo.

Ecco, le scelte… Per noi è stato difficile, 5 anni fa, scegliere di cambiare di nuovo vita e per Mario lasciare il posto di Responsabile del Reparto di Malattie Tropicali di Negrar, ma essendo in gioco la sopravvivenza stessa di Angal come Ospedale, abbiamo scelto di trascorrere ancora e, come un tempo, lunghi periodi in Uganda per seguirlo nella delicata fase dell’africanizzazione.

Ora l’Ospedale, con l’impegno di tutti, sta tornando a svolgere un servizio molto importante per una popolazione povera, provata in questi ultimi 20 anni oltre che dall’AIDS anche dalla fame e dalla malnutrizione che, soprattutto per i bambini, è sempre in agguato.

È proprio per questo che l’ospedale si è impegnato a preparare e a distribuire, almeno a tutti i piccoli pazienti che non hanno cibo a sufficienza, i pasti giornalieri, complemento indispensabile alla terapia. Sin dall’inizio dell’attività ospedaliera di Angal, il mio obiettivo è stato la creazione di una “Nutrition Unit”.

Ne è passato del tempo da quando, nel ’68, un bambino che non guariva, dopo un intervento per ascesso amebico al fegato, è migliorato rapidamente dopo aver integrato la sua dieta con un adeguato apporto di proteine, da quando, aumentando il numero dei bambini inseriti nella Nutrition Unit, giravo in bicicletta per i mercatini della zona alla ricerca di uova, pesce secco, carne e cucinavo, insegnavo, distribuivo…. Ora, con mia grande soddisfazione, la responsabilità dell’unità nutrizionale è affidata alla bravissima africana Rosalba, ad Alice e Joyce, e io mi limito ad aiutarle nei mesi che trascorro con loro in ospedale.

A Mario e a me rimane tuttora il compito, spesso arduo, di trovare i fondi necessari affinchè questa importante attività dell’Ospedale, i cui costi sono sempre in aumento, possa continuare ancora e ancora crescere negli anni.

Claudia e Mario Marsiaj

Irio Maber « » L’Ospedale