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Esther

Esther oggi non c’è più, quando l’ho incontrata aveva 15 anni, e soffriva di tifo addominale successivamente complicato da un intervento chirurgico non riuscito.

La debolezza del suo corpo consunto non le permetteva di reagire alla malattia e rispondere alle terapie adottate.

In un estremo tentativo di aiutarla a riprendere forze mi ero inventato un “farmaco” miracoloso ma in Africa pressoché sconosciuto: l’uovo sbattuto con zucchero di canna e un po’ di caffè. Pensavo di averla guarita osservando lo sforzo che prodigava nel deglutire il contenuto della tazza, mi sentivo inorgoglito.

Ho compreso in un gesto l’immensa gioia di una madre che nutre il proprio figlio e lo vede crescere. Ci speravo proprio! Purtroppo la malattia anche stavolta ha avuto il sopravvento, e in un solo gesto ho capito l’incommensurabile dolore di una madre che vede morire il proprio figlio.

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