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Perché

Sembra scontato affermare che questo piccolo volume nasce con una precisa intenzione, quella di raccogliere fondi per una “buona causa”. Sì anche noi ci annoveriamo tra coloro che cercano di fare qualcosa, che sarà pur sempre solo una goccia nel mare, ma tuttavia ci sembra naturale cercare di coinvolgere con le nostre sensazioni una più larga schiera di persone, sollecitandone la partecipazione emotiva e il senso di responsabilità individuale nei confronti della condizione di bisogno dell’altra faccia del nostro pianeta.

Abbiamo quindi pensato di indirizzare il ricavato di questo progetto al già citato “Programma Proteine” dell’Ospedale di Angal, che è stato organizzato per curare i bambini malnutriti, educare le madri alla corretta preparazione dei pasti per un’ alimentazione adeguata, rifornendo le stesse dei prodotti base necessari, istituire un ambulatorio che mensilmente verifichi le condizioni dei piccoli pazienti secondo il regime dietetico impostato.

In Africa, infatti, le risorse sono poche e non sempre facilmente reperibili, le difficoltà di approvvigionamento dei prodotti essenziali possono frequentemente superare le già consistenti difficoltà economiche. I mezzi di comunicazione scarseggiano, le madri hanno spesso da accudire contemporaneamente diversi figli, devono provvedere al rifornimento d’acqua, di legna per cucinare e pensare alla coltivazione del piccolo orto che quasi invariabilmente fornisce solo poche verdure e l’immancabile cassava. Occorre inoltre aggiungere che sono soprattutto i bambini in fase di svezza mento ad essere più esposti al pericolo della malnutrizione, in quanto le madri si concentrano sugli ultimi nati, trascurando più o meno consapevolmente i penultimi. La malnutrizione è un male insidioso che indebolisce le resistenze immunitarie dei bambini, favorendo le infezioni che a loro volta sono causa di diarrea, febbre e disidratazione. Ne segue che le terapie diventano deludenti e talvolta inutili, nonostante si adottino interventi anche aggressivi quali il posiziona mento del sondino naso-gastrico per reintegrare forzatamente questi piccoli corpi allo stremo.

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