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L’elefante e il camaleonte

L’angolo della fiaba: L’elefante e il camaleonte

Il camaleonte

Un elefante e un camaleonte, che vivevano nella medesima foresta, ogni volta che si incontravano discutevano animatamente su chi dei due fosse in grado di correre più velocemente. «Il più veloce sono io» diceva l’elefante, pavoneggiandosi con tutta la sua mole di fronte al piccolissimo animaletto. «Io sono in grado di batterti» replicava cocciutamente il piccolo camaleonte.

«Sei ridicolo!» insisteva l’elefante. «Com’è possibile, se ti ci vogliono diversi minuti solo per deciderti a fare un passo avanti?»

Alla fine decisero di sfidarsi in una gara: avrebbe vinto chi fosse arrivato per primo al palazzo del Rwoth ( il capo). Il giorno della gara, quando l’elefante arrivò al posto fissato, trovò già lì ad attenderlo il camaleonte tutto fiero, che in un estremo atto di sfida si offrì di dare al rivale un vantaggio, mettendosi alla partenza dietro di lui.

Il giudice di gara diede il via. L’elefante sollevò le sue enormi zampe e partì, facendo tremare il ter- reno, mentre il piccolo camaleonte, con un balzo, si aggrappò alla sua coda. Era così piccolo che nessuno se ne accorse.

L'elefante

L’elefante correva e correva. Ogni tanto si girava per vedere dove fosse il camaleonte, ma di lui non c’era traccia. Soddisfatto, rallentò la corsa perché cominciava ad essere stanco e, quando infine giunse al traguardo davanti alla casa del Rwoth, sicuro di essere il vincitore, si sedette su un tronco d’albero preparandosi ad una lunga attesa. Ma una vocina dietro di lui disse: «Oh! Non sederti sopra di me, ti stavo aspettando!». L’elefante si girò e vide il camaleonte seduto sullo stesso tronco. Trasecolò e rimase con un palmo di naso, anzi di proboscide.

Così il camaleonte fu dichiarato vincitore della gara.

La fiaba insegna due cose: che non bisogna giudicare una persona dal suo aspetto e che spesso in un grosso corpo si nasconde un piccolo cervello e viceversa. A noi sembra che questa fiaba insegni anche a “bluffare”, ma non era certo questo l’intento del narratore.