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Angal… 29 anni fa

Angal… 29 anni fa

di Carlo Spagnolli

Carlo Spagnolli, medico volontario del CUAMM, arrivò ad Angal nel marzo 1980, in uno dei momenti più tragici della storia dell’Uganda, sconvolta da un susseguirsi di lotte tribali con conseguenze drammatiche.

Carlo era convalescente da una forma di tubercolosi polmonare contratta a Kalongo 2 anni prima. Ciononostante dovette rimboccarsi le maniche e darsi da fare per trovare aiuti presso amici e conoscenti in Italia.

Questa lettera è una dettagliata testimonianza della situazione di 29 anni fa: un indiretto stimolo a misurare i risultati conseguiti nel tempo, ma soprattutto un incoraggiante invito a proseguire lungo la strada tracciata con determinazione, e spesso con coraggio, da figure fondamentali come Carlo.

Carlo ha fatto moltissimo per Angal, affiancato dalla moglie Angelina che ci ha lasciati l’11 febbraio di quest’anno. La ricordiamo con tanto affetto e riconoscenza per la sua cordialità e gentilezza verso tutti, per la sua generosità e il suo impegno.

Carissimi Amici, finalmente posso mandarvi questa lettera di auguri pasquali, di informazioni e di ringraziamenti per il grande impegno che negli ultimi 2 anni vi siete assunti a sostegno di quest’Ospedale, che rappresenta l’unica possibilità di cura per molti ammalati nella vasta zona popolata dagli Alùr (150.000). Dopo un periodo di 6 mesi in cui, trovandomi come unico medico, ero di guardia 24h al giorno per affrontare tutte le emergenze, finalmente mi hanno raggiunto il Dr. Bovarini e la moglie, che si sono accollati soprattut- to il grosso impegno di medicina sul territorio, pratican- do una campagna di vaccinazioni (per morbillo, pertosse, difterite, tetano, polio, colera). Nel marzo ‘80, al mio arrivo, l’Ospedale di Angal mancava di tutto: medicinali, equipaggiamento sanitario, materiale edile per le riparazioni degli edifici danneggiati. Così gli appelli agli Amici hanno dato vita a “Gruppi di appoggio”, che praticamente hanno costituito il supporto finanziario prevalente dell’Ospedale: su di un bilancio annuale di 200 milioni di lire, 150 milioni sono giunti da voi. Il Ministero degli Affari Esteri italiano ha sovvenzionato gli stipendi dei Medici Volontari, il Governo ugandese ha contribuito, in un anno, con una somma sufficiente per acquistare 380 litri di benzina. Ecco cosa abbiamo potuto realizzare, l’anno passato [1981, n.d.r.], col vostro aiuto: 1) mantenere gratuito il servizio di Pediatria e a bassissimo costo quello di Maternità, favorendo così le 2 categorie della popolazione più bisognose; 2) continuare l’”Operazione Proteine”, cioè un’integrazione di proteine alla dieta dei bambini e degli adulti malnutriti, acquistando latte, carne, pesce, fagioli ecc.; 3) acquistare 200 nuovi letti per gli adulti (gli altri erano diventati inservibili); 4) rinnovare l’attrezzatura della Sala operatoria, compresi i tavoli operatori, lo strumentario, la lampada, l’elettrobistu- ri, l’aspiratore; 5) acquistare in Kenya (per mancanza di mercato in Uganda) il cemento e altri materiali edili per terminare il nuovo Dispensario e il Laboratorio. E per il futuro i progetti in esame sono: – costruzione ad Orussi di un Maternity Centre, che dovrebbe essere dotato di una trentina di posti letto; – ampliamento della Sala operatoria; – rinnovamento dell’impianto elettrico, ormai vecchio
e insicuro.

Inoltre aggiungo qualche dato statistico che rende più comprensibile l’attività ospedaliera nello scorso anno [1981]:
– pazienti visitati in Dispensario: 114.728;
– pazienti ricoverati: 7.356;
– totale parti: 1.084 di cui 143 cesarei;
– interventi chirurgici maggiori 570, minori 983

Per concludere, tengo a sottolineare che tale attività è stata svolta in una situazione pesantissima di guerra, in una regione pressoché isolata per il pericolo di imboscate e rapine, dove i trasporti erano per tali ragioni paralizzati: situazione, questa, aggravata dalla carestia che ha causato molta fame. In questo quadro si sono distinte per la col- laborazione offerta le Organizzazioni Internazionali della Croce Rossa e di Volontari tedeschi, francesi, inglesi. Parte della popolazione del West Nile, compresi i Missionari Comboniani, nei momenti delle stragi e della massima violenza ha trovato scampo passando il confine dell’attiguo Zaire. Mentre altri Ospedali Missionari del Nord Uganda sono stati depredati (Aber, Alito, ecc.), Angal, difeso dalla popolazione locale che ne ha impedito il saccheggio, non è mai stato chiuso grazie alla presenza di alcuni infermieri valorosi. Quindi… un sincero grazie per quanto siamo riusciti e riusciamo a fare col vostro aiuto.